La Cina inizia a regolamentare i deepfake, ma noi come faremo?

La crescente popolarità degli strumenti di generazione di testi e immagini che utilizzano algoritmi di intelligenza artificiale rappresenta una minaccia diretta agli interessi di qualsiasi governo totalitario. Per loro, il controllo sulle informazioni a cui la nazione può accedere è fondamentale. Tuttavia, il compito sta diventando sempre più complicato: prima internet, poi i social media, e ora l’intelligenza artificiale che genera le deepfakes.

Per questo motivo, a dicembre l’Amministrazione del Cyberspazio cinese ha approvato una nuova serie di leggi che regolamentano la tecnologia che utilizza tecniche di apprendimento automatico, realtà virtuale e qualsiasi altro tipo di algoritmo in grado di generare artificialmente immagini, audio, video o scene virtuali. Queste misure entrano in vigore questo mese.

Per il governo cinese, internet è sempre stato pericoloso

Non c’è da sorprendersi. Il Partito Comunista Cinese ha supervisionato rigorosamente ciò che può essere visto e pubblicato su Internet sin dalla sua espansione. L’Internet cinese non è l’Internet in cui voi e io navighiamo ogni giorno e il suo utilizzo non è anonimo, poiché ogni cittadino deve collegare il proprio numero di telefono associato alla carta d’identità. Inoltre, ogni social network è monitorato e moderato dal Partito grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale che impediscono la promozione di notizie, opinioni o modi di vita contrari alla visione del Partito.

I nuovi regolamenti vieta la creazione o la diffusione di “fake news” generate da tali strumenti o di informazioni “dannose per l’economia o la sicurezza nazionale”. Questa ponderata ambiguità offre alle autorità un ampio margine di interpretazione per censurare quasi ogni tipo di contenuto. Inoltre, obbliga le aziende responsabili di queste tecnologie a etichettare “in modo evidente” le immagini, i video e i testi come generati “sinteticamente”, come si suol dire deepfakes quando possono essere interpretati erroneamente come reali. Indipendentemente dal contenuto o dallo scopo del materiale generato, il cittadino deve sapere in ogni momento che si tratta di qualcosa prodotto da un computer.

La Cina osserva ciò che accade in Occidente e prende precauzioni prima che questo rappresenti un problema serio per il governo. Dal 2014, una serie di individui e organizzazioni hanno flirtato con con l’idea di generare deepfakes deepfakes realistici grazie all’intelligenza artificiale. Il suo primo utilizzo, come è diventato comune su Internet, è stato la creazione di materiale pornografico utilizzando volti noti di donne famose del cinema, dell’industria musicale o della politica senza il loro consenso. Tecnologie simili sono state presto adottate per scopi meno riprovevoli sotto forma di filtri all’interno di Snapchat o TikTok.

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