Ecco l’approccio innovativo del MIT per rendere i robot più intelligenti nel prendere decisioni

Sebbene l’innovazione robotica sembri dilagare, i robot hanno ancora molto da imparare da noi. Lo conferma una ricerca del Massachusetts Institute of Technology (MIT), che propone un metodo innovativo per rendere i robot più intelligenti nelle decisioni. insegnare alle macchine a raccogliere gli oggetti in modo più efficiente. L’obiettivo è che lo facciano con capacità simili a quelle umane.

Immaginate come trasportereste una grande scatola mentre salite su una scala. Probabilmente usereste le mani, gli avambracci e appoggereste il carico sul petto per ridurre il peso. A differenza di noi, la maggior parte dei robot afferra gli oggetti utilizzando una pinza, senza altre procedure per semplificare il lavoro. “Le persone sono brave a manipolare con tutto il corpo, mentre gli automi hanno difficoltà a svolgere questi compiti”, sottolineano in un articolo di articolo pubblicato dal MIT.

Ma perché non usano di più il loro corpo? Come spiegato a Ipertestuale Ricercatore del MIT CSAIL Terry Suhspecializzato in intelligenza artificiale, ogni punto di contatto rappresenta un punto di ragionamento in più che la macchina deve elaborare. Ciò implica maggiori requisiti computazionali e quindi maggiori sfide per chi si occupa di innovazione robotica. “La maggior parte delle macchine lavora con entrambi i polpastrelli. Offrendo loro la possibilità di avere più contatti, ci troviamo di fronte a una decisione computazionale più difficile”, spiega lo specialista.

Innovazione robotica del MIT per migliorare le prestazioni delle macchine

Il team guidato da Suh ha trovato un modo valido per semplificare il processo, chiamato “pianificazione della manipolazione ricca di contatti”. Per farlo, propone una tecnica di intelligenza artificiale che “sintetizza” le decisioni della macchina.

Che cosa implica, in pratica? È una tecnica che riassume gli eventi a un numero minore di decisioni. “Immagino un futuro in cui i robot decidano in modo più intelligente”.osserva entusiasta il ricercatore. Questo metodo potrebbe consentire alle fabbriche di utilizzare automi più piccoli, che manipolano gli oggetti in modo più efficiente, invece di grandi bracci robotici che funzionano solo con le pinze.

“Nell’innovazione robotica, i metodi di ultima generazione utilizzano principalmente la apprendimento per rinforzo. Si tratta di strumenti eccellenti, ma dovremmo sfruttarli meglio. Credo che, studiando e comprendendo meglio i nostri problemi, arriveremo a strutture e algoritmi più efficienti che miglioreranno gli algoritmi attuali”, osserva Suh.

La sfida di rendere i robot più agili e destreggiati

La procedura sopra descritta – lo standard per l’insegnamento alle macchine – si basa su tentativi ed errori. Quando il sistema riesce a risolvere il problema, riceve una ricompensa e assimila la conoscenza, per poi agire in futuro. Sebbene questo approccio possa essere utile, i ricercatori affermano che comporta opacità – è una “scatola nera”, dicono – e richiede troppi calcoli. La tecnica che propongono, invece, riduce il numero di “decisioni intermedie e poco importanti, mantenendo quelle rilevanti”.

Sia nelle simulazioni al computer che nei test con macchine reali, hanno ottenuto una riduzione di 1 minuto dei calcoli che un computer esegue quando chiede a un robot di raccogliere un oggetto. Ad esempio, di spostare una penna o di prendere un piatto.

Quali sono i vantaggi del metodo di apprendimento proposto?

Terry Suh, ricercatore del MIT CSAIL e specialista di innovazione robotica, che sta lavorando a un metodo complementare all’apprendimento per rinforzo. (Credit: Courtesy)

L’innovazione robotica è stata ostacolata quando si tratta di sfruttare le capacità delle macchine di raccogliere oggetti. Semplicemente perché non abbiamo un algoritmo abbastanza maturo per affrontare questo problema. Penso che una volta superato questo problema, avere più punti di aggancio sarà molto vantaggioso. Più contatti avremo, maggiore sarà la capacità di influenzare il movimento. Inoltre, questo porterà a una maggiore robustezza, nello stesso modo in cui gli insetti con sei zampe sono molto più stabili rispetto agli esseri bipedi.

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Antonio
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Antonio

Ciao, mi chiamo Antonio. Sono uno scrittore di DFO Media e la mia passione è esplorare l'intersezione tra sport e tecnologia. Attraverso i miei scritti, svelo le innovazioni che stanno plasmando il futuro dello sport.

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