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Micro imprese. Sempre più difficile l’accesso al credito

“Non c’è credito per le micro imprese italiane”. Recita così una recente nota diffusa dai Confidi Fedart di CNA, Confartigianato e Casartigiani. Un allarme supportato dai dati: il credito concesso è diminuito di 3,4 miliardi nel 2017.

Meno 1,8 miliardi nei primi sei mesi del 2018

È la fotografia di un mercato del credito sempre più inaccessibile, ma soprattutto poco distribuito. Dove la difficoltà è legata alla dimensione, più cha alla qualità delle imprese. E dove tra le realtà più in crisi troviamo proprio le “micro”, aziende fino a 10 addetti, oltre 4 milioni in tutta Italia. Lo spaccato del credito alle imprese artigiane, componente centrale tra le micro imprese, è la prova dei fatti: nel primo semestre del 2018 la contrazione è proseguita, con un - 1,8 miliardi.

Un credit crunch che va avanti dal 2010

Il trend, che prosegue senza freni dal 2010, ha portato il credito complessivo verso le micro imprese da 57 miliardi a 37 miliardi, con una riduzione del 35% in 7 anni. Nel 2017 i 109 Confidi Fedart hanno erogato garanzie per 1,8 miliardi di euro a favore delle circa 670mila imprese associate, a valere su solo 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. E così a fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, con una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente.

La soluzione dei Confidi, che parte dalle banche …

Ora i Confidi hanno un piano. Potrebbero, oltre alla concessione della garanzia, svolgere per conto della banca alcune fasi della sua istruttoria. Con l’obiettivo di abbassare i costi e permettere alle banche di concedere prestiti più contenuti. Le banche devono però – suggeriscono i Confidi – tornare a dare priorità agli aspetti qualitativi più che a quelli quantitativi. Così come potrebbero puntare di più sui canali online, risparmiando dalla riduzione dei punti fisici.

… per arrivare al Governo

L’inversione di rotta deve però passare anche dal coinvolgimento del governo, che potrebbe estendere le attività dei Confidi a favore delle micro imprese. Come ha spiegato infatti Giacomo Cioni, Presidente Fedart Fidi: «chiediamo che venga accolta la proposta che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 svolgono a favore delle micro, piccole e medie imprese».

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