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Francia. Solo il 6% delle imprese è insolvente

Le imprese francesi tornano ai livelli pre-crisi. Le insolvenze sono risultate in calo dell’8,3% a gennaio 2018, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: il totale è di soli 53mila casi, il 6% delle imprese e il valore più basso dal 2008.

Segno meno per le grandi imprese, come per le piccole

Sono i risultati raccolti da una recente indagine di Coface, confermati dalla riduzione del 5,2% dei debiti commerciali (3,2 miliardi di euro) e dalla ripresa generale che ha interessato tutte le tipologie di imprese in ogni regione francese e in ogni settore. Migliorano soprattutto le insolvenze delle grandi imprese (con fatturato superiore al miliardo), in calo del 24% rispetto allo scorso anno, anche grazie alla crescita del commercio mondiale. Ma le piccole e medie imprese non se la passano male: le insolvenze diminuiscono del 5,2%. Segnali positivi arrivano anche dall’Il-de-France, che comunque registra più del 20% di insolvenze.

Le costruzioni trainano il trend

Il comparto delle costruzioni contribuisce per metà al calo delle insolvenze (-13% annuo), grazie ai bassi tassi di interesse e alla rinata fiducia delle famiglie. Ma sono in ripresa anche il settore dell’abbigliamento (-13%), quello dei servizi (-6,4%, grazie alla ristorazione) e l’automotive (-5,4%). Nel settore alimentare la situazione è più complessa (le insolvenze diminuiscono solo dello 0,9%), a causa dei cattivi raccolti di cereali nel 2016, che hanno generato problemi tra produttori di cereali, panettieri e pasticceri.

Meno insolvenze, ma stabili le imprese zombie

Se il numero di insolvenze cala non fa altrettanto però il tasso di insolvenza: pari all’1,14% nel 2016, contro l’1,35% del 2007. La ragione è che ci sono più imprese e che, tra le aziende insolventi, troviamo anche le cosiddette “zombie” (4,6% sul totale), realtà che sono anche poco o per nulla redditizie. Il tasso di imprese “zombie” in Francia non appare ancora in diminuzione, mentre in Spagna un calo è evidente già dal 2013.

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