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Moda e made in Italy? Un giro d’affari da 66 miliardi

La moda si conferma uno dei comparti più dinamici in Italia. Con un giro d’affari nel 2016 pari a oltre 66 miliardi, rappresenta il 4% del PIL ed è cresciuta a doppia cifra rispetto al 2012: tra i segmenti, vince l’abbigliamento, seguito da pelli e gioielli.

Le big della moda italiana? Sono 146 nel 2016

Sono i dati messi nero su bianco da un recente report dell’Area Studi Mediobanca. 146 sono le grandi aziende del lusso analizzate, cioè quelle con un fatturato superiore ai 100 milioni. La gioielleria è terza sul podio dei segmenti per importanza ma è il settore più dinamico (è cresciuto del 55,7% rispetto al 2012). Una crescita così spinta ha interessato anche il fatturato estero della moda italiana (+24,7% sul 2012). Non sono numeri da poco inoltre quelli relativi alla manifattura, che ha cumulato nel periodo 2012-2016 quasi 15 miliardi di profitti netti, di cui 3,4 miliardi solo nel 2016.

Luxottica e Prada sul podio delle Top 15

Si tratta di aziende con un’elevata solidità finanziaria e una liquidità di poco inferiore ai debiti finanziari (circa 9 miliardi, pari all’85% dei debiti finanziari). I 15 maggiori Gruppi italiani vivono ogni anno anche una grande crescita del tasso di esportazione (pari all’84,1% nel 2016). Al primo posto per fatturato si conferma Luxottica (con 9,1 miliardi), quasi tre volte più grande di Prada (seconda con 3,2 miliardi). Ma a crescere maggiormente nel periodo 2012-2016 è Valentino (+155,6%), seguita da Moncler (+66,8%) e Calzedonia (+41,6%).

La moda nel mondo: un giro d’affari da 250 miliardi

Anche nel resto del mondo la moda non se la passa male. Anzi: il giro d’affari globale raggiunge il tetto dei 250 miliardi nel 2016. I mercati principali restano le Americhe, seppur in flessione (-2,4%), e l’Europa, ciascuno con 83 miliardi di valore. L’area più dinamica è il Giappone, con 23 miliardi e un +15% rispetto al 2015.

I cinesi tra i big spender

Tra i big spender, cioè chi spende di più per la moda e il lusso, troviamo i paperoni cinesi, sul primo gradino del podio con una spesa nel 2016 di ben 75 miliardi (pari al 30% dei ricavi totali), seguiti dagli americani con 58 miliardi (23%) e dagli europei con 45 miliardi (18%). E si continua fare acquisti sempre di più online: il giro d’affari della moda sul web vale 18 miliardi ma si prevede una crescita del 24% nel 2017.

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