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Recupero crediti. L’Italia indietro a livello globale

In Italia recuperare un credito resta difficile. Anche quest’anno il nostro Paese rimane fermo circa a metà della classifica Collection Complexity Index di Euler Hermes, che misura la complessità della riscossione crediti in 50 nazioni di tutto il mondo.

I problemi dell’Italia? Al primo posto la burocrazia

Lo studio assegna un punteggio da 0 a 100 a ogni Paese, dove 100 rappresenta la difficoltà massima nel recuperare un credito. L’Italia resta dietro a Grecia e Spagna con un punteggio vicino a quello ottenuto da Colombia e Singapore. Sono tre i fattori che pesano sul recupero crediti nel nostro Paese. Il primo è la debolezza dell’impianto burocratico e amministrativo: i ritardi e i costi procedurali sono alti, mentre l'applicazione delle decisioni giudiziarie si rivela spesso una sfida. Seguono i cattivi comportamenti di pagamento, tra i peggiori a livello internazionale, con un ritardo medio di 86 giorni. E infine le procedure fallimentari, che lasciano poche possibilità ai creditori di recuperare le somme prestate.

Nel Nord Europa le minori difficoltà nel recupero crediti

Il Nord Europa si distingue ancora una volta con i Paesi più virtuosi, dove il recupero crediti non incontra particolari difficoltà: sui primi gradini della classifica troviamo infatti Svezia, Germania e Olanda con punteggi rispettivamente di 29, 31 e 33. Fanalino di coda è invece il Medio Oriente, con l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti classificati come i Paesi più complessi. Il recupero di un credito è tre volte più complesso in Arabia Saudita rispetto alla Svezia.

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