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Germania. Continuano i ritardi di pagamento

Nessun freno per i ritardi di pagamento in Germania. Per circa il 78% delle imprese tedesche restano un problema, nonostante rispetto al 2016 la percentuale sia calata di 6 punti.

Ritardi per l’87% delle imprese esportatrici

A dirlo è un recente studio di Coface. La solidità dell’economia e il calo del numero di insolvenze di sicuro hanno migliorato lo scenario: la Germania fa comunque meglio in tema di ritardi sui pagamenti rispetto alla maggior parte dei Paesi del mondo. Tuttavia sono risultate pari all’87% le imprese esportatrici ancora interessate da questo problema (il 90% nel 2016) e al 75,9% le imprese che operano nel mercato locale (82,8% nel 2016).

La durata media dei ritardi resta sui 41 giorni

Un piccolo miglioramento quindi c’è, anche se non riguarda la durata media dei ritardi di pagamento, che resta pari a 41,4 giorni, come nel 2016. Per più di tre quarti delle imprese tedesche la durata massima è 60 giorni. I pagamenti superiori a 150 giorni sono invece registrati solo dall’1,7% delle imprese che operano sul mercato locale (nel 2016 1,9%) e dal 2,9% delle esportatrici. Migliora però la situazione dei crediti di lunga durata (oltre i 6 mesi): il numero di imprese con queste difficoltà è sceso all’8,7% rispetto al 13,4% dell’anno precedente.

In crisi il tessile e l’arredamento

Tra i settori più in difficoltà troviamo l’industria tessile e dell’abbigliamento: la durata media dei ritardi è 54,5 giorni. Segue il settore del legname/arredamento, con 53,8 giorni. I ritardi meno importanti riguardano invece l’industria meccanica/di precisione (25 giorni) e i settori auto (31,9 giorni) e prodotti chimici/lubrificanti/minerali (33,1 giorni).

Colpa della Brexit?

È l’effetto Brexit a pesare sui ritardi? Per l’87% delle imprese la risposta è no: solo il 3,3% si aspetta un aumento dei crediti insoluti per via della situazione inglese. Da un punto di vista settoriale, l’industria automobilistica è la più colpita dal possibile aumento dei crediti insoluti dovuti alla Brexit.

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