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Italia. Le PMI aumentano e si rafforzano

Le PMI italiane tornano a crescere. Dopo la forte frenata post crisi, nel 2016 si contano 5mila nuove imprese con un incremento del 3,6%. Sulla scia delle novità di Industria 4.0, aumentano anche gli investimenti e la reddittività.

Salgono a 145mila le PMI italiane

Sono i risultati dell’ultimo Rapporto Cerved sulla salute delle PMI del nostro Paese. A crescere sono soprattutto le microimprese (+9,7%), che portano il numero complessivo di piccole e medie imprese a 145mila unità, confermando l’inversione di rotta cominciata due anni fa. Dal 20017 al 2014 infatti le PMI sono passate da circa 150mila a 136mila e solo nel 2015 il trend è tornato al segno più. Oggi crescono anche gli investimenti: passiamo infatti dal +6,2% (a/a) del 2015 al +7,8% del 2016.

Nel 2017 si investirà ancora di più

Gli investimenti potrebbero anche accelerare. Circa 52mila PMI hanno un livello di indebitamento modesto e potrebbero finanziare ulteriori investimenti fino a 103 miliardi di euro, mantenendo una rischiosità contenuta. Si tratta soprattutto di 43mila piccole imprese, che attualmente vivono di autofinanziamento ma sono pronte per aprirsi a nuove opportunità. Tutti i settori puntano sull’innovazione in ottica Industry 4.0: gli investimenti nel settore sono cresciti del 9% e la spesa in R&S è attesa fra un +10 e un +15%.

Fallimenti verso i numeri pre-crisi

È un segnale della solidità delle imprese, confermato anche dalla diminuzione dei fallimenti. A chiudere i battenti nel 2016 sono state infatti solo poco più di 6mila imprese, con un -14,8% rispetto all’anno precedente. Nei primi sei mesi del 2017 è andata ancora meglio: il calo è stato del 21% a/a. Diminuiscono i default veri e propri (-19,5% nel 2016 e -29,3% nel primo semestre 2017) ma soprattutto le procedure concursali non fallimentari (-39% sul 2015). Meno marcato il calo delle liquidazioni volontarie (-3,7%) ma comunque in miglioramento nel 2017. Ci si avvia quindi verso le cifre dei livelli pre-crisi.

Segno più anche per fatturato e valore aggiunto

Non è un caso se le PMI confermano la crescita di fatturato (+2,3%), valore aggiunto (+4,1) e margini lordi (+4,1%). Le aziende del resto riescono a ottenere oggi più prestiti: sono cresciuti sia i debiti finanziari (+1,1%), sia i debiti commerciali (+1,2%). Inoltre si è rafforzato il capitale proprio, con un aumento del patrimonio netto di circa il 5%. Oltre la metà delle società (55,2% nel 2016 vs 52,6% nel 2015) ha un bilancio classificato come “solvibile” e solo il 14% come "rischioso”.

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