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Emirati: l’Ajman punta alla imprese italiane

Piccoli Emirati crescono, e guardano all’Italia. È il caso dell’Ajman, il più piccolo degli Emirati Arabi Uniti, dove grazie all’area di libero scambio Ajman Free Zone anche le aziende italiane possono trovare nuove opportunità di business.

Cosa è l’Ajman Free Zone

Nata nel 1988 e una delle aree di libero scambio più grandi del Medio Oriente, l’Ajman Free Zone (AFZ) è tornata a presentarsi in Italia, tappa di un secondo road show in corso tra le principali città europee. L’obiettivo è attrarre nuove realtà all’interno del suo quartiere generale, dove le aziende partner hanno a disposizione uffici, magazzini, mezzi di trasporto e servizi per far crescere la propria attività e l’export negli Emirati Arabi. Per riuscire nella sfida AFZ è pronta a offrire anche servizi di consulenza, licenze e vantaggi a livello di tassazione.

Una posizione strategica per le imprese

Distante circa 12 kilometri da Dubai e 180 kilometri da Abu Dhabi, l’Ajman Free Zone può contare su una posizione strategica per le aziende partner. Non ci sarebbero problemi, ad esempio, con le importazioni grazie alle presenza di due aeroporti internazionali distanti meno di 25 minuti. L’area è inoltre connessa con il porto di Ajman e a due passi si trova la città.

Quattro tipi di licenze per le realtà partner

Una volta partner di AFZ, le aziende richiedono licenze a condizioni agevolate per operare legalmente negli Emirati Arabi. L’offerta comprende licenze commerciali; licenze industriali, dedicate al settore manifatturiero; oppure licenze dedicate ai servizi professionali. I costi per unirsi alla rete partono dai 3mila euro e si alzano in base alle soluzioni richieste.

Gli Emirati? Un’opportunità per il Made in Italy

Il Made in Italy è in espansione negli Emirati Arabi. L’Italia è al nono posto tra i Paesi esportatori nel Paese, dopo Germania e Regno Unito. Senza contare il petrolio, gli scambi commerciali hanno raggiunto circa 8,2 miliardi di dollari nel 2016 (nel 2015 si attestavano sui 7,8 miliardi di dollari). Inoltre gli Emirati sono il 17esimo mercato per le esportazioni italiane, pari all'1,3% del totale: fanno la parte del leone in particolare i settori dei macchinari (in crescita del 49,8%), dei cosmetici (+12,5%), dei motori elettrici e generatori (+10,8%) e dell’abbigliamento (+4,8%). Lo sanno bene i circa 11mila imprenditori attivi negli Emirati Arabi con una propria attività.

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