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Intesa-Confindustria: 90 miliardi per le imprese 4.0

Un accordo da 90 miliardi per l’industria 4.0. A siglarlo sono Intesa Sanpaolo e Confindustria Piccola Industria con l’avvio del piano triennale “Progettare il futuro”: al centro la trasformazione digitale delle imprese.

Tecnologie e metodi per le imprese

Firmato a Torino il 17 luglio, l’accordo prevede un plafond da 90 milioni a livello nazionale, distribuiti per regione. Alle imprese del Piemonte ad esempio spettano 8 miliardi. Alla base del piano ci sono quattro pilastri. Il primo riguarda ovviamente la tecnologia: Intesa Sanpaolo e Confindustria forniranno soluzioni innovative per migliorare i processi produttivi, anche grazie a nuove metodologie. Tra queste ci sono i cosiddetti percorsi “Lean 4.0”, vere e proprie guide verso la digitalizzazione: Intesa ad esempio sosterrà le imprese e le startup con l’Innovation Center.

I finanziamenti per la crescita

Al cuore dell’accordo c’è però il credito. A disposizione delle imprese ci sono finanziamenti a medio-lungo termine supportati da strumenti dedicati, come il Fondo di Garanzia. In cantiere ci sono poi percorsi per favorire la patrimonializzazione delle imprese, anche attraverso forme di credito non bancarie e bilanciando i livelli di debito a favore del capitale di rischio. Il piano è spingere le imprese verso il mercato azionario e obbligazionario. Non manca infine un piano per estendere il Progetto Filiere, il nuovo modello di credito di Intesa Sanpaolo per la supply chain, che ha finora prodotto 330 contratti con un giro d’affari di 55 miliardi.

Iniziative scuola-lavoro e il DATS

Gli altri due pilastri sono favorire l’alternanza scuola-lavoro nelle imprese, in linea con il Piano Nazionale Industria 4.0, e diffondere il nuovo modello di valutazione delle startup di Intesa Sanpaolo. Si tratta di un nuovo algoritmo chiamato DATS (Due Diligence Assessment Tool Scorecard), pensato per una valutazione creditizia delle giovani realtà sulla base degli investitori in Venture Capital.

L’Italia verso l’industria 4.0

Le carte in regola per crescere nell’ambito dell’industria 4.0 ci sono comunque già. Anche guardando soltanto al Piemonte, il numero dei laureati nei settori scienza e tecnologie è di 17,6 ogni mille abitanti tra i 20 e i 29 anni. Inoltre il 77,7% delle imprese piemontesi è sul web e il 93,6% fa uso della banda larga. E secondo una ricerca di Intesa Sanpaolo sono il 64% le imprese della regione che possono beneficiare dell’iper-ammortamento per i macchinari 4.0., una percentuale solo di poco inferiore ai competitor internazionali. Il nuovo accordo non può quindi che accelerare questo trend.

«L’Italia deve riuscire ad accelerare i propri ritmi di crescita e raggiungere la media dell’Eurozona – commenta Gregorio De Felice, Responsabile Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. La forte presenza nel nostro sistema dell’industria manifatturiera richiede scelte di politica economica che rafforzino il sistema produttivo. Il piano Industria 4.0 può innescare un processo virtuoso di crescita: la spinta alla domanda interna di beni di investimento può alimentare il portafoglio ordini delle imprese italiane della meccanica, dove è alta la quota di aziende che produce macchinari 4.0».

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