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Contraffazione: la via della seta al centro dei traffici

Il Made in China si conferma protagonista del falso. Tra i maggiori produttori di merci contraffatte resta in testa il Paese del Dragone, insieme a molti altri Paesi asiatici: da lì i prodotti arrivano in Occidente e sono spesso venduti online.

La Cina in testa tra i produttori del falso

Un recente studio dell’EUIPO (l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale) e l’OCSE (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici) ricostruisce una mappa del mercato internazionale della contraffazione. Sono Hong Kong e Singapore i centri della produzione di prodotti fasulli. Ma nella classifica dei Paesi con più contraffattori ci sono anche India, Thailandia, Malesia, Pakistan, Vietnam e la Turchia, dove le contraffazioni sono numerose nei settori della pelletteria, degli alimenti e dei cosmetici.

Alimenti e vestiario tra i settori più colpiti

Sono i comparti più colpiti dalle contraffazioni, insieme al settore farmaceutico, quello dell’abbigliamento, delle calzature e della gioielleria. Non è immune neanche l’elettronica, ad esempio per quanto riguarda apparecchiature, dispositivi mobili e macchine fotografiche. Esteso poi anche il traffico di giocattoli e attrezzature sportive non originali.

Le tappe dei prodotti contraffatti

Dalla Cina la merce contraffatta non arriva subito in Occidente. I prodotti che giungono in Europa fanno tappa prima in Albania, Egitto, Marocco e Ucraina. Quelli in rotta verso gli Stati Uniti passano prima da Panama. Gli articoli falsi diretti in Africa transitano invece dal Medio Oriente: Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Yemen le località più gettonate.

Il viaggio: dal mare agli scaffali online

È il mare il luogo preferito dai trafficanti, soprattutto per gli articoli più grandi. Quelli di piccole dimensioni viaggiano anche via corrieri o tramite posta ordinaria. Una volta giunti alla meta, la distribuzione spetta poi a criminali locali che importano le merce contraffatta e si attivano per la vendita, per prima online dove ovviamente è più facile trarre in inganno i consumatori.

Le ultime notizie su: EUIPO, OCSE

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