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Industria 4.0: già investiti 1,7 miliardi

Investimenti da 1,7 miliardi di euro per la quarta rivoluzione industriale. È questa la cifra registrata dall’Osservatorio dedicato all’industria 4.0 del Politecnico di Milano.

Nel 2017 il mercato crescerà del 30%

I dati sono relativi al 2016 e le aspettative per il 2017 sono ancora più alte, in quanto molte imprese hanno atteso la pubblicazione del Piano Nazionale Industria 4.0 prima di iniziare a investire. Tanto che il mercato dell’Industry 4.0, cresciuto nel 2016 del 25%, registrerà investimenti in rialzo del 30%.

Beni strumentali e immateriali per l’industria

La maggior parte delle aziende che hanno scelto di investire già lo scorso anno hanno scelto di utilizzare il superammortamento (52%) e l’iperammortamento proposti dal Piano Industria 4.0 e dalla Sabatini ter, mentre solo una azienda su tre ha intenzione di ricorrere al credito di imposta per portare avanti progetti di ricerca e sviluppo. Nel complesso le aziende vogliono soddisfare con questi investimenti la necessità di beni strumentali (73%), beni immateriali (61%) ma anche dispositivi di Advanced Human-Machine Interface (HMI) o soluzioni di ergonomia-sicurezza (43%) oltre a sistemi per l’assicurazione di qualità-sostenibilità (30%).

Le tecnologie della quarta rivoluzione industriale

In linea con la forte spinta all’innovazione voluta dal Piano Industria 4.0, la quota più importante di investimento è legata ai progetti di connettività e acquisizione dell’Industrial Internet of Things (che vale circa 1 miliardo), seguito dall’Industrial Analytics (pari a 330 milioni di euro), dal Cloud Manufacturing (150 milioni) e dell’Advanced Automation (sistemi di produzione e di movimentazione autonomi e collaborativi, pari a 120 milioni). Cresce inoltre l’interesse per l’Advanced Human Machine Interface (wearable e interfacce uomo/macchina come display touch, scanner 3D, visori per la realtà aumentata), che per il momento rappresenta solo l’1% del mercato.

Già adottate più di 3 applicazioni ad azienda

Inoltre, sono più di 800 le applicazioni dichiarate dalle 241 imprese intervistate dall’Osservatorio, per una media di 3,4 applicazioni per azienda, distribuite nelle tre aree dei processi aziendali: Smart Lifecycle (sviluppo prodotto, gestione del ciclo di vita e gestione dei fornitori), Smart Supply Chain (pianificazione dei flussi fisici e finanziari) e Smart Factory (produzione, logistica, manutenzione, qualità, sicurezza e rispetto delle norme).

Nuove competenze per pianificare i processi

Grandi innovazioni a cui si deve affiancare anche una crescita delle competenze. Sono oltre 100 le skill tecniche necessarie per gestire e abilitare i processi di un business votati all’industria 4.0 secondo le aziende intervistate, ma tra tutte quella più rilevante è la capacità di definire un piano di adozione delle tecnologie per il miglioramento dei processi produttivi. D’altronde, proprio su questo fronte meno della metà delle aziende (46%) si sente sufficientemente preparata. Quasi altrettanto importante è anche la capacità di integrare digitalmente i processi di business con clienti e fornitori lungo la supply chain, su cui il 54% delle imprese si sente preparata ma nel 75% dei casi è comunque previsto un programma di potenziamento tramite formazione, nuove assunzioni e collaborazioni. Si prevede dunque l’entrata di nuovo personale, soprattutto nelle aree di analisi e simulazione dei dati in ottica IoT, mentre la formazione riguarderà principalmente i processi produttivi.

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