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Fallimenti: meno imprese chiudono i battenti

Le imprese italiane tengono duro. Nei primi tre mesi del 2017 sono diminuite del 5% le chiusure aziendali: in calo i fallimenti, le procedure concorsuali e le società liquidate volontariamente dagli imprenditori.

Crollano le procedure concorsuali

Sono segnali positivi quelli che emergono dall’Osservatorio fallimenti di Cerved. Il numero di imprese che hanno chiuso i battenti all’inizio del 2017 è ancora piuttosto alto, sono circa 19mila, ma si tratta comunque del livello più basso raggiunto dal 2009. A guidare il trend è soprattutto la forte diminuzione delle cosiddette procedure concorsuali non fallimentari, cioè quei processi di chiusura aziendale diversi dai fallimenti. Il crollo è stato del 26% rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente con solo 400 procedure aperte nel primo trimestre del 2017. Il merito è dei concordati preventivi, diminuiti del 43%.

Seguono il trend i pre-concordati

In forte calo anche i pre-concordati, ossia le procedure che permettono di bloccare le azioni esecutive dei creditori, in attesa di un piano di risanamento e del concordato preventivo vero e proprio. Dalle oltre 1,5mila domande del primo trimestre 2013 si è passati alle 400 del 2017. Anche in questo caso un livello da minimo storico che non si vedeva dal 2012. La contrazione ha interessato tutti i settori: si è registrato un -28% nelle costruzioni, un -26% nei servizi e un -25% nell’industria. Ovviamente a fare meglio sono sempre il Nord Est (-47%) e il Centro Italia (-34%), distanti dal Nord Ovest, dove le procedure sono diminuite solo del 7,5%, e dal Mezzogiorno (-12%).

In calo anche in fallimenti

I fallimenti veri e propri invece? Sono 3mila le imprese fallite nello stesso periodo, con una riduzione del 17% a/a. Si tratta di risultati molto lontani da quelli del 2014 quando i fallimenti erano schizzati a quote ben sopra la media. Tra le più resistenti ci sono diverse tipologie di impresa, ma spiccano le società di persone (con fallimenti in calo del 27,4%) e le società di capitale (-17,6%), che sorpassano le imprese organizzate in altre forme giuridiche (-4,3%).

L’industria torna ai livelli pre-crisi

Si mantiene lontana dal pericolo di fallimenti in particolare l’industria (-22% rispetto allo stesso periodo del 2016), seguita dalle costruzioni (-18%) e dai servizi (-17%). L’industria torna ai livelli pre-crisi, mentre costruzioni e servizi hanno ancora una lunga strada da fare per colmare il gap. Il Nord Est è sempre alla guida del calo dei fallimenti con una diminuzione intorno al 23%. Il calo è invece del 17% nel Mezzogiorno, del 15% nel Centro e del 14% nel Nord Ovest.

Liquidazioni volontarie: un calo ancora troppo lieve …

C’è una leggera flessione per le chiusure volontarie di imprese. Dopo trimestri con il segno più, ora un calo si registra, ma si tratta solo di un modesto -1,6%. Tra gennaio e marzo del 2017 sono state liquidate 15mila società in bonis: le società di capitale liquidate sono diminuite del 5,2% rispetto allo scorso anno, mentre le cosiddette imprese “dormienti”, cioè società registrate ma che di fatto non operano sui mercati, sono cresciute dell’11,9%.

… e non in tutti i settori

Guardando ai settori, il calo più significato riguarda sempre l’industria (-1,7%), seguita dai servizi (-0,8%). Non se la passa bene inoltre il settore delle costruzioni che, quanto a liquidazioni, ha visto le percentuali in crescita. A livello geografico questa volta è il Mezzogiorno in testa, con un 9,3% di liquidazioni in meno, e seguono il Centro, il Nord Est e il Nord Ovest.

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