Digital Financial Officer

Aziende

Così cresce (piano) il rating di legalità

Ancora limitato a poche migliaia di imprese, il Rating di Legalità ha un buon ritmo di crescita. Da ottobre diventa pubblico sulle visure camerali e nel 2015 oltre mille imprese lo hanno usato per ottenere migliori condizioni dalla banca.

Crescono le richieste di Rating di Legalità. Nei primi quattro mesi del 2017 hanno richiesto un nuovo rilascio o un rinnovo del Rating quasi 1.300 aziende, portando il totale di “certificazioni” a 3.460. Una crescita importante, visto che le imprese con Rating erano 1.427 nel 2015 e 2.118 nel 2016.

Poco più di 3mila imprese

Le ragioni del maggiore interesse (sebbene le imprese con rating restino una forte minoranza rispetto al totale di imprese italiane con fatturato oltre i 2 milioni di euro) sono legate al ruolo crescente del Rating di Legalità. Che da ottobre 2017 è pubblicato nelle visure dei Registri delle Imprese delle varie Camere di Commercio. Nel 2016, secondo i dati di Banca d'Italia, le imprese con rating di legalità che hanno chiesto un finanziamento sono state 3.398. Nel 2015 erano state all’incirca la metà, pari a 1.451. Solamente 133 aziende non hanno ottenuto la concessione di finanziamenti per diverse ragioni, tra cui l’insufficiente merito creditizio. Per 1.119 imprese il rating di legalità ha prodotto benefici in termini di migliori condizioni economiche di accesso al credito, inferiori tempi e costi di istruttoria.

Come funziona il Rating di Legalità

Nato nel 2012, il Rating di Legalità è un rating “etico” incluso nella valutazione per la concessione di finanziamenti pubblici da parte della Pubblica Amministrazione, nelle gare di appalto e nelle domande di credito bancario. Per il futuro, sono allo studio applicazioni in altri ambiti. Il Rating di Legalità misura la virtuosità delle aziende con un punteggio da 1 a 3 stelle. Si richiede con una autocertificazione all’AGCM. La prima stella si ottiene con criteri di base, come l’assenza di misure di prevenzione personale o patrimoniale; oppure di misure cautelari personali o patrimoniali per amministratori e soci, di provvedimenti antitrust o di sanzioni per il non rispetto di leggi su salute e sicurezza sul lavoro, oppure per violazioni retributive, fiscali o contributive.

I criteri per avere più stelle

Per un punteggio tra le due e le tre stelle vanno invece rispettati altri requisiti, dalla creazione di un organo di controllo sulla governance fino alla presenza di sistemi di Corporate Social Responsibility e all’adesione ai codici etici di categoria. Il Rating di legalità vale due anni dal rilascio: l’AGCM mantiene elenchi pubblici e aggiornati delle aziende a cui il Rating è stato attribuito, revocato e sospeso.

Le ultime notizie su: Rating di legalità, Banca d'Italia

Altri articoli dello stesso argomento

Questo sito utilizza i cookie di navigazione e di profilazione pubblicitaria, anche di terze parti.
Puoi disattivare i cookie dal tuo browser. Proseguendo la navigazione, accetti l'uso dei cookie.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.